Katmai, Alaska: a casa degli orsi grizzly, brividi freddi

L’idrovolante decolla da Homer, Alaska.
Noi siamo pronti. Prontissimi. Abbiamo speso un mucchio di soldi, ma sappiamo questo sarà con ogni probabilità l’highlight di questo nostro viaggio con Avventure nel Mondo.
C’è la quasi certezza di vedere i grizzly da vicino.
“Molto vicino”, assicura l’agenzia con tono vagamente inquietante.
Ci hanno fatto il briefing, prima: come si conviene.
Poi ci hanno dato una sorta d’imbragatura, stivaloni alti sino alle cosce per camminare nel fiume, con l’acqua alta.
Siamo eccitati, inutile dirlo. Voleremo nella Katmai Peninsula, all’interno di un enorme parco nazionale dove vivono solo orsi grizzly, o quasi. Niente case, né tracce di presenza umana, nel sorvolo – splendido – di un’ora e qualcosa.
Atterriamo su un piccolo lago: ovvio, visto che siamo su un idrovolante. Siamo una ventina scarsi, il nostro gruppo di undici più alcuni altri stranieri perlopiù americani. Camminiamo in fila indiana dietro la guida. Non è armato, ma ha con sé lo spray urticante anti-aggressione che avevamo già visto in dotazione ai ranger del parco nazionale di Denali, a nord della capitale Anchorage.

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Lì avevamo visto molti brown bear. Uno, eccolo qui sopra, a pochi passi dallo shuttle bus che porta i visitatori sino al cospetto del favoloso monte McKinley, con una serie di brevi stop panoramici. Altri, in lontananza.
Un’emozione, sicuro. Ma ora siamo davvero a casa loro, e come per i gorilla in Ruanda provo un misto di trepidazione, eccitazione e brividi.

Le istruzioni in caso d’attacco d’orso al Denali sembravano roba da “Oggi le comiche”.
Riassumo così:
1) non metterti a correre, ti raggiungerebbe ovunque
2) non dargli le spalle, ti attaccherà sicuramente
3) muovi le braccia in alto, fingendoti più grosso di quel che sei (sic…)
4) non urlare
5) arretra lentamente
6) se corre verso di te, gettati a terra e fingiti morto (magari muoio sul serio, dallo spavento, che almeno mi risparmio l’agonia mentre mi sbrandella)
7) infine, la perla: se non funziona e ti attaca… JUST FIGHT!

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Combatti, sì…
Come vi sareste sentiti, al posto mio, vedendo apparire il primo grizzly a poche centinaia di metri, su una specie di collinetta d’avvistamento?
La guida infonde tranquillità (la pagano per questo…) e noi scendiamo già nel fiume. C’è un’isoletta di sassi, che affiora dall’acqua in quel punto piuttosto bassa. Le istruzioni sono:
1) sedetevi e restate seduti per tutto il tempo, non sognatevi d’alzarvi in piedi
2) state zitti, o se proprio dovete parlate poco e sottovoce
Eseguiamo. Da qui in poi, ve la faccio breve, non sapremo più dove voltarci. Perché i grizzly sono dappertutto: davanti a noi, mamma con bimbi. Dietro, enorme maschio solitario. A destra, snack di salmone per orso medio. A sinistra, schiamazzi e giochi nell’acqua.

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Già i salmoni: sfigati proprio… Un culo così per risalire la corrente, per finire direttamente nelle grinfie degli orsi, affamatissimi. Appena risvegliati dal letargo, hanno così tanta fame che possono farsi fuori 60-80 salmoni a testa, al giorno. Ci credereste?
Beh, io sì, vedendoli all’opera. E poi, mica se li ficcano in bocca e ne fanno un solo boccone. I grizzly sono smart, usano gli artigli affilatissimi e i denti per deliscare i salmoni, ci manca solo che chiedano un bicchiere di Chardonnay.
Alcuni ci passano vicini, la guida dice di stare tranquilli e non muoverci. Uno non ci degna neppure di uno sguardo, un altro ci fissa dritti negli occhi e lì il brivido lungo la schiena è come uno schiocco di frusta.

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Stiamo così, le gambe anchilosate, a scattare foto e guardarci continuamente intorno. Il binocolo, proprio non serve. Chissà, forse sono solo comparse. Beccheranno una provvigione dall’agenzia, dopotutto non è questo gran lavoro. Sono molto più silenziosi di quanto credessi, nessun urlo da farti saltare per aria. Ci guardiamo sorridenti come ebeti, bambini davanti a un vasetto incustodito di nutella…
Bello, bellissimo. Quando la guida ci fa cenno di alzarci, nessun orso è vicino. Le gambe fanno male, il cuore di più perché sappiamo già che ce la ricorderemo per sempre. Gli ultimi sguardi, come ad archiviare tutto, a futura memoria. L’idrovolante ridecolla, per un’ora non si fa che riguardare le immagini delle fotocamere, questa volta soddisfatti.
“Quando lo racconterò, non mi crederanno”…

Per saperne di più:

Sito ufficiale del Parco nazionale di Katmai
L’agenzia con cui abbiamo organizzato il tour
Alaska breve, il tour di Avventure nel Mondo

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